Discreta giornata di merda, almeno metereologicamente parlando... Piove da non so quanto tempo, i palazzi sono tutti a chiazze più scure, i piccioni cercano di ripararsi inutilmente sotto le grondaie... Piove e fa freddo. E così i miei buoni propositi di andare ai giardini a studiare vanno a farsi fottere. Il che però non significa che studierò in casa, ovviamente. Osserverò la pioggia e cazzeggerò fino a che non andrò a letto, che domani è lunedì e io, banalmente, odio il lunedì. Che ci volete fare, non ci riesco. Ci provo a svegliarmi sereno e tranquillo, come faccio tutti gli altri giorni della settimana (beh, quasi tutti), ma di lunedì, dopo essermi macchiato di chissà quali nefandezze poche ore prima, io non riesco a svegliarmi presto. Ed è per questo che anche stasera non uscirò, e così metterò la parola fine a questo week-end all'insegna della vita casalinga, cosa di cui avevo bisogno a dire la verità.
Ieri sera...
Beh, bella serata ieri sera. Due chiacchere con Andrea e mia sorella, poi mi sono visto "la schivata", film francese davvero molto "grazioso". E poi mi sono fatto un caffè e ho aperto il file di "Where is my mind", titolo banale per racconto puerile e ignorante, uno di quelli scritti in momenti di rabbia adolescenziale in cui l'unico desiderio è quello di cambiare vita, sognando città diverse e università, o anche solo l'ultimo anno di liceo. "Where is my mind" è il mio "incompiuto". So perfettamente come dovrebbe procedere la storia, ma mi ero bloccato perchè non provavo più la rabbia di cui sopra. Stamattina mi sono limitato a correggere praticamente tutti i dialoghi e anche le parti narrate, parole prima messe in bocca ad un ventenne da un quindicenne per fortuna non brufoloso, e ora più o meno coerenti con quello che un ventenne possa pensare. Conto di "lavorarci" anche oggi, perchè l'idea di fondo mi piace molto, basta solo trovare il modo giusto per svilupparla. Come se fosse facile.
Cambiata la canzone del giorno, si tratta di Rain, sempre dalla colonna sonora di Cowboy Bebop.
Roberto: Come spesso accade, la propria città finisce per annoiare, quando cominci a farti un’idea di come sei, come vorrai essere e probabilmente anche di come sarai. Ognuno comincia ad avere quel “male di vivere” raggiunta la maturità, quel male che attribuisce ai locali già frequentati, alle solite facce, alle strade e alle piazze sempre uguali, quel male che porta a provare la sensazione di già visto e vissuto che provoca disagio, insofferenza. E io, infatti, mi trovo benissimo in questo posto.
Where Is My Mind, ????
giustissimo.. alla fine si tratta sempre dei soliti atomi.
RispondiEliminahai visto la schivata senza di me!!! :-( sob sob
RispondiEliminamarta
si può sempre rimediare su :)
RispondiEliminainvece di rivedere big fish ti faccio vedere la schivata :D