di Abdel Kechiche
con Sara Forestier, Osman Elkharraz
Film sperimentale vissuto davvero dal regista e dai suoi giovani attori, "La Schivata" racconta la storia di alcuni ragazzi della perfieria francese, con le loro vite semplici, i soliti sentimenti, mischiati ad una farsa teatrale che preparano per la recita di fine anno.
Il romanaccio italico cerca di sostituire lo "slang" della periferia francese, risultando però quantomai fastidioso e spesso ridicolo, contrapposto al formale linguaggio della burlesca commedia di Marivaux. Ma da questo si potrebbe forse intuire che anche il linguaggio, in patria, fa parte del contrasto tra il mondo reale e la farsa, dove i personaggi fingono di essere ciò che non sono, dove saper sventolare un ventaglio è simbolo di alto ceto sociale. I ragazzi si divertono doppiamente. A teatro, e nel ruolo di tipici adolescenti di qualsiasi paese, e fa tenerezza vedere come ogni tanto scappa qualche sorrisetto di troppo. E loro non sono i soli a divertirsi. Si diverte il regista, con primi piani in cui si compiace dei suoi pupilli, con cui (e scusate se mi ripeto ancora) si è divertito a creare ogni cosa. E tutto questo divertimento contagia anche lo spettatore, che assiste ad una banalissima storia di vita vissuta, vera e sincera, e così, divertito, si arrabbia quando vede che l'unico che non prova lo stesso è Krimo, che balbetta, lascia scorrere parole senza enfasi, non riesce a guardare negli occhi la ragazza di cui è innamorato (splendida Sara Forestier) e infine rinuncia, alla commedia e a lei, ma non all'amore, lasciando quell'amaro in bocca e quella consapevolezza che troppo spesso, da adolescenti (ma anche dopo) questo sentimento che ti riempie e ti abbaglia, rovina qualunque cosa gli si trovi intorno.
Professoressa: Non hai l'aria di divertirti. Ma ti piace, ti diverti a recitare o no?
Krimo: si...
Professoressa: C'è del piacere in questo, deve esserci del piacere ad uscire un po' da se stessi! Esci da te! Va bene? Divertiti, c'è del piacere in questo.. Cambia linguaggio, cambia maniera di parlare, cambia maniera di muoverti , e compiaciti!
La schivata, 2003
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