Valentino Rossi c'è riuscito ancora. Ha vinto il suo 7° Mondiale, il 5° consecutivo, arrivando secondo a Sepang, dopo un week-end in cui tutti lo davano per spacciato, senza quasi possibilità di fare punti. Ha vinto confermando di essere il più forte, senza permettere a nessuno di avvicinarlo. Nelle ultime gare ha subito un calo, ma pur sempre restando ben aggrappato alle zone alte. La gara di Sepang inoltre ci ha fatto vedere come un sogno tutto italiano sia possibile, grazie ad un enorme lavoro e all'abilità di un pilota e del suo team. Parlo ovviamente di Loris Capirossi, che dopo Motegi ha vinto ancora, dominando gara e prove, grazie alla stabilità ormai raggiunta dalla sua desmosedici, e ai pneumatici Bridgestone, su cui nessuno puntava ad inizio stagione, e che invece ora stanno facendo la differenza. Oltre a Capirossi, infatti, sul podio si è piazzato il compagno Carlos Checa, mentre tutti gli altri piloti, con gomme Michelin, sono rimasti staccati di parecchi secondi dal terzetto di testa.
Questa gara dimostra ancora una volta come il motomondiale sia davvero uno spettacolo ineguagliabile. Oltre alle lotte tra piloti, con sorpassi e derapate al limite, la bellezza del motomondiale è l'atmosfera. A gara finita è sempre una festa, dove i piloti, tolto il casco, tornano ad essere umani, sorridenti, felici. Questa gara si è conlcusa con il solito show di Vale e dei suoi fan, ma prima c'è stato l'abbraccio bellissimo tra il neocampione del mondo e Capirossi, poi i complimenti anche con Checa. L'ambiente è rilassato, tutti ci fanno dimenticare che quei ragazzi corrono a 300km/h sulla pista, tutto sembra un gioco, un bellissimo, divertentissimo gioco. Io non sono particolarmente appassionato di sport, ma guardare il motomondiale (e il basket) mi fa sentire bene. Mi fa divertire, e quindi ringrazio, sperando magari che l'anno prossimo la Ducati regali un miracolo tutto italiano.
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