domenica 25 settembre 2005

Charlie e la Fabbrica di Cioccolato


di Tim Burton


Con Johnny Depp, David Kelly, Helena Bonham Carter, Christopher Lee, Deep Roy



Qual è il sogno di tutti i bambini? Avere un pokemon vero!


Direi che è plausibile. Un'altro sogno però, è incarnato nella misteriosa figura di Willy Wonka, mastro cioccolatiere famoso in tutto il mondo. Tutti, bambini ed adulti, adorano i suoi dolci, e Charlie Bucket, un poverissimo ragazzo della periferia di Londra, vive la sua passione come un ossessione. L'ossessione è alimentata dal mistero che avvolge Willy Wonka e la sua fabbrica. Molti anni fa, questa ha chiuso i cancelli per sempre, licenziato tutti gli operai, ma ha continuato a produrre cioccolato della migliore qualità. Il sogno di Charlie, di suo nonno Joe, e molti altri, è quello di poter visitare almeno una volta la fabbrica. 


I loro sogni si avverano quando Wonka decide di aprire i cancelli del regno del cioccolato ai cinque bambini che riusciranno a trovare un biglietto dorato, nascosto in altrettante barrette sparse per il mondo. All'apertura dei cancelli, il 2 febbraio, cinque bambini cominceranno il loro incredibile viaggio nella Fabbrica di Cioccolato. C'è Augustus, il più grande consumatore di barrette Wonka al mondo. C'è Violetta, la campionessa mondiale di masticamento chewing-gum. C'è Veruca, viziatissima figlia di papà desiderosa di ottenere tutto e anche di più. C'è Mike, genietto patito di videogiochi. E infine Charlie, il bambino più fortunato del mondo.



Burton ci ripropone la favola di Roald Dahl, aiutato dal suo attore-feticcio Johnny Depp, tentando di restare il più fedele possibile al racconto. Perchè, in effetti, la storia è già "burtoniana" così com'è. Un "artista" svampito, eccentrico, imprevedibile, un'ambientazione fantastica e surreale. Il regista ci mette del suo solo in piccoli particolari, come la splendida casa "storta" dei Bucket, che ricorda tanto quella della strega di Big Fish, guarda caso abitata anch'essa da Helena Bonham Carter.


I primi minuti del film scorrono veloci. Troppo veloci, a mio parere. In un batter d'occhio siamo già all'entrata della fabbrica, dando poco spazio alle sequenze iniziali, concentrandosi quasi interamente sulla povertà del povero Charlie. All'interno della fabbrica è tutto un grosso spettacolo da circo. Il fiume di cioccolato è sorprendentemente realizzato, e tutti ne sono sorpresi, affascinati. Depp si comporta come un drogato di LSD e si agita, anche lui come un bambino, entusiasta del proprio lavoro come nessun altro. Gli umpa lumpa si scatenano in balli "improvvisati", narrando a loro modo le disavventure capitate ai bambini troppo curiosi. E così, velocemente, "a scatti" direi, si arriva alla fine, con un Wonka finalmente più rilassato e "coinciliato" con il mondo.



La pecca del film è proprio questa: si procede velocemente, soffermandosi solo sui punti chiave della vicenda, senza dare un senso di omogeneità al tutto, svuotando, a mio parere, la trama di tutti i significati nascosti che ha in origine. Ma io non credo sia tanto colpa di Burton. Credo sia più che altro per un problema di "epoca". Quando uscì il primo film, "Willy Wonka e La Fabbrica di Cioccolato", con Gene Wilder, ci fu un mezzo scandalo. Non si trattava affato di una favola per bambini, ma il sogno malato di un regista strafatto di allucinogeni. Si trattava di un film pieno di critiche alla società americana. Questo invece è davvero una favoletta. E' divertente, fantastico, leggero. E' superficiale. Io non ho letto il racconto di Dahl, quindi non so quale delle due versioni si avvicini di più alla realtà. Però so che il capolavoro con Gene Wilder è insuperabile. Il film di Burton perde il confronto perchè preferisce restare politically correct, e non riesce a far immergere lo spettatore (me, chiaramente, non parlerò mai in senso assoluto) nell'atmosfera, perchè essa stessa appare troppo finta, incapace di coinvolgere anche i personaggi al suo interno.


In sostanza, Charlie e la Fabbrica di Cioccolato è un film gradevole, che conferma ancora non volta le capacità di Burton, ma inferiore al suo predecessore. E poi, vogliamo paragonare gli umpa lumpa originali con quelli di adesso?



Dai, non c'è paragone.


Veruca Salt: Io sono Veruca Salt, è un piacere conoscerla signore!


Willy Wonka: Ho sempre pensato che la verruca fosse un tipo di porro che venisse sotto i piedi, ha!


Charlie e la Fabbrica di Cioccolato, 2005

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