Sonno. Ho immensamente sonno. Stanotte verso le 2 franz mi ha chiesto se mi andava di fare una delle nostre passeggiate notturne. Accetto, si sveglia anche mia cugine che reclama cibo. Io, da buona chioccia, vado a prenderle un sano kebab da uno dei 1600 take away di Via del Pratello. Porto il cibo alla ex-bella addormentata e ne mangio uno anche io. Il tempo di fracassare l'ultimo posacenere rimasto in casa e io e Franza usciamo di nuovo. Mtc reclamava la nostra presenza, e quindi all'alba delle 3.30 ci presentiamo a casa sua. Cazzeggio davanti alla tv fino alle 5, e io e Franz usciamo di nuovo. Totalmente lucidi con poco alcool in corpo decidiamo che camminare ancora è una buona idea. Ma una vescica delle dimensioni della Valle d'Aosta impediva a Franz di camminare con entrambe le gambe, quindi, saltellando entrambi, lui per il dolore e io per semplice euforia ingiustificata, torniamo a casa. Mi sono addormentato alle 7. Ho poco più di 4 ore di sonno, ho studiato chimica fino ad ora, ora dovrei:
- farmi una doccia
- mettere a posto la stanza
- uscire per arrivare alle 18.30 da mio cugino per aiutarlo a fare inglese
Non ce la farò mai a fare tutto, quindi tristemente rimando la pulizia della casa e mi dedico a quella del mio corpo.
Intanto Paolo Conte totalmente ubriaco canta "La giarrettiera rosa", giubilo e gaudio.
La donna dalle chiome nere cammina innanzi a me
(du, tre quatt)
Io, seguo e guardo il belvedere
ondeggiar davanti a me
(due, tre quattr)
Quand'ecco si alza un po' di vento
la gonna balza su
(du tre quat)
è questione di un momento
ma non me la scordo più
La giarrettiera rosa e chi l'ha vista ormai
con la mente più non riposa
pensa alla dolce cosa
La giarrettiera rosa chi l'ha vista non la scorda più
La giarrettiera rosa chi l'ha vista non la scorda più
Batte batte forte il cuor sul territorio dell'amor
(ripetizioni varie, biascicamenti che tentano di seguire un trombone)
Paolo Conte, La Giarrettiera Rosa, 1974
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