«Non mi ero mai divertito così tanto in vita mia». Si asciugò le lacrime dagli occhi mentre un paio di sussulti e i loro sorrisi lasciavano intuire che non erano amare. «Davvero una bellissima storia, Aldo, bellissima. Devi aver avuto una vita molto interessante.» «Non più interessante di tanta altra gente della mia età, mia cara. Dopotutto, quelli della mia…» le parole gli si bloccarono in gola, ancora dei sussulti agitarono il suo corpo, scatenati da violenti colpi di tosse. Adriana si alzò rapidamente, lo tirò su e gli porse un bicchiere d’acqua. Riuscì a fare qualche sorso, la tosse si placò. Sorrise, poi con la mano le fece un cenno, come a dire sto bene, grazie per farla tornare al suo posto. Sembrava molto più vecchio della sua età. Aveva solo sessantun anni. «Quelli della mia generazione, dicevo» disse risistemandosi sulla brandina, mentre Adriana tornava alla sua sedia, «sono di un’altra pasta, non avevamo mica la televisione, noi. La radio, se andava bene. Vivevamo per strada. Ora state tutti lì, rintanati negli appartamenti, senza uscire mai. Quando ero giovane io non ero mai in casa. Tu, per esempio, esci, vai da qualche parte, non devi stare qui tutto il tempo. Io so badare a me stesso.» «Lo sa benissimo che non posso lasciarla da solo. Non adesso. Lei ha bisogno di me.» «Io ho bisogno di te? Davvero, Adriana? Io ormai non ho più bisogno di nessuno. Tutte le persone che avrebbero potuto aiutarmi mi hanno voltato le spalle, mi hanno ignorato, mi hanno insultato. La cosa che fa più male, Adriana, è che non mi hanno creduto. Pur di salvare la faccia, pur di pensare ai loro interessi, mi hanno abbandonato. Dicono che non sono più in me, che non so quello che dico. Che non sono lucido. Nessuno ha espresso una parola di conforto, nessuno ha pensato davvero a me, ma solo a ciò che rappresento. Ciò che il mio essere qui, in questa stanza, indebolito e stanco, guardato a vista da te, rappresenta. E sono stanco, Adriana, stanco di vedere la dignità di un uomo distrutta da interessi personali, chiacchiere, violenze, ipocrisie. Io non voglio più essere un simbolo. Voglio essere un vecchio, un padre, un marito, un uomo. Solo questo. Lasciatemi in pace, tutti.» Una lacrima solcò il volto di Adriana. Le parole di Aldo erano lancinanti, terribili, ai suoi occhi. Si alzò dalla sedia, lentamente, e si diresse verso la porta rovinata dall’umidità. Uscendo, mentre spegneva la luce, disse «Spero solo che possa trovare il modo per perdonarmi. Per perdonarci tutti.» Aldo restò in silenzio, al buio, per molto tempo. Solo ascoltando molto attentamente si sarebbe potuta sentire una flebile preghiera interrotta da brevi singhiozzi. Anche lui chiedeva perdono. Ad un tratto, la porta si spalancò violentemente. Due uomini malvestiti entrarono nella stanza. Uno dei due disse «In nome del movimento rivoluzionario, noi Brigate Rosse, nemici del...» «Poche chiacchiere» - lo interruppe l’altro - «Portiamolo di sotto e mettiamo fine a questa storia.»
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