Oggi è l'undici luglio.
Alla luce dei fatti, dopo un altro anno, nella mia vita non è cambiato un cazzo.
Ok, medicina. Ok, ferrara. Ok, nuova gente. Ma i capisaldi sono sempre quelli, i punti fermi sono rimasti lì, nessun cambiamento reale.
Di medicina poi, non posso dirmi soddisfatto. Fondamentalmente è una facoltà del cazzo, con professori del cazzo. Gli esami veramente tosti non li ho fatti, e per quanto riguarda gli altri, in quelli un po' più impegnativi la mia media è poco sopra il 24. La gente è simpatica, ma non mi ha ancora capito, accettato, c'è freddezza e diffidenza, e non nego di comportarmi allo stesso modo. Niente cambia, nessuna donna reale nella mia vita, solo un'altra, l'ennesima amica, Marta, che probabilmente è la cosa migliore che mi sia capitata quest'anno. Il mio bisogno di una figura maschile come amica è andato a farsi fottere per l'ennesima volta, non riuscendo nè a legare a fondo con i ferraresi, ma il tempo è stato poco e i risultati soddisfacenti, nè riuscendo a fidarmi pienamente di Franz, come se sentissi che qualcosa in lui non andava, cosa peraltro ancora da dimostrare. Con mia sorella il rapporto è invariato, stessa cosa con genitore e trice. Io stesso dubito di essere cambiato.
E' incredibile come abbia subito un unico, enorme cambiamento a quindici anni, coinciso, guarda un po', con la perdita della verginità, e poi più nulla, fossilizzato nel mio modo di fare, nel mio ottimismo e romanticismo, nei miei ampli ma incompleti gusti artistici, nelle mie abitudini. Forse solo una cosa si è aggiunta, una cosa che a me ha fatto bene e che mi ha tenuto in gran forma, giorni di merda come questo eslusi: il cinismo.
Che poi non so neanche se il mio lo sia davvero, credo si tratti più di disillusione, la consapevolezza che c'è sempre qualcosa di meglio e qualcosa di peggio, la certezza di aver bisogno degli altri e viceversa, nessuna aspettativa, semplicemente conoscenza dei propri limiti e vita tranquilla, guardando gli eventi succedersi, intervenendo modificandoli solo quando sembrava oggettivamente possibile.
Sbagliando, la maggior parte delle volte, ma senza preoccuparmene troppo perchè avevo già considerato la possibilità di un fallimento.
Bah. Faccio davvero fatica a capirmi, eppure sembro così bravo a capire gli altri. Sarà una sorta di punizione. Non capisco qual è il mio atteggiamento verso il mondo, non capisco se il fatto che delle domande esistenziali (ma quella di prima non lo era?) non me ne freghi un cazzo sia giusto o sbagliato, non capisco quando devo aprirmi e quando mettere dei paletti, non capisco se mi relaziono male e i miei amici sono delle persone buone e comprensive, oppure sono gli altri che non sanno come comportarsi con me e solo alcuni ci riescono, acquistando la mia preziosissima fiducia.
Selettività, un'altra di quelle cose che non è cambiata, una delle cose che più odio.
Estremi, estremi, estremi.
Idealizzazione, selettività. Che assurdita, poco fa dicevo di essere cinico e ora rivelo di idealizzare le persone. E' vero, verissimo. Solo una piccola parte. Un club molto riservato di persone che poi dimostrano di essere più o meno come avevo predetto. Tutti gli altri sono relegati in un limbo, la zona del "si ma forse no però", dalla quale la maggior parte di loro non uscirà mai, restando nell'angolino dello "scarso approfondimento della conoscenza", che li tiene nascosti nonostante i frequenti tentativi di fuga. Tutta questa zona della mia materiogrigiosa mente è controllata dalla selezione discriminativa, enzima particolarmente attivo nel trasporto di ragazze nella zona più affollata in assoluto, quella del "non mi piace perchè".
Non è cambiato un cazzo, e forse non cambierà, fino a quando la mia testa sarà satura di stronzate. Forse allora esploderà e dal cumulo di liquami e frattaglie uscirà un nuovo me stesso, completamente diverso. A quel punto il mio corpo esploso si ricomporrà, e strangolando il wannabe sostituto dirà la stessa frase che ogni giorno ripeto all'immagine riflessa sullo specchio:
"I Will Take You As You Are,
Please Accept Me As I Am."
Oggi è l'undici luglio.
sono steso nel letto.
Oggi è l'undici luglio.
sono solo.
Oggi è l'undici luglio, e alla luce dei fatti, dopo quasi 21 anni, sono pienamente convinto di poter essere soddisfatto della mia breve, meravigliosa, intensa, canonica vita.
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